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Il comune di Cassine appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Alessandria

Storia

Il territorio di Cassine è adagiato tra le colline del basso Bormida e la pianura circostante il fiume omonimo. Recenti indagini archeologiche hanno inequivocabilemtne stabilito l'esistenza di insediamenti umani nella tarda età del ferro, pur non mandando alcuni elementi che rimanderebbero al periodo neolitico.
Le popolazioni preromane che risiedevano su tale area appartenevano al gruppo dei liguri Statielli.
Dopo la famosa disfatta del 173 a.C., il loro territorio - e quindi anche l'area Cassinese - venne compreso largamente nel municipio di Acquae Statiellae.
Citato espressamente in documenti del 985 e del 991, appartenne al comitato e poi all'Episcopato di Acqui, cui Enrico II ed Enrico III lo confermarono nel 1040 e nel 1052.
Nel 1164 Federico I donò il paese a Guglielmo del Monferrato, ma il possesso venne ben presto conteso dal nuovo comune di Alessandria, che trovò alleati negli stessi Cassinese, sino alla pace del 1199.
Nel 1231 Cassine, schierato con i marchesi del Monferrato e con Genova contro Alessandria, venne da questa distrutto; nel 1237 gli fu imposto l'obbligo di un tributo annuo ad Alessandria, contro cui si trovò poi ancora a lottare nel 1293.
Nel 1404 fu occupata da Facino Cane.
Il borgo, che si era nel frattempo fortificato, nel 1451 fu assediato da Guglielmo del Monferrato, nel 1556 occupato dalle milizie di Carlo V e nel 1644 dai Francesi.
Nel 1707 fu annesso ai domini sabaudi.Il territorio di Cassine era anticamente solcato da due importanti vie di comunicazione: la via Emilia Scauria, nel tratto tra Acqui e Tortona, e la strada Acqui, Oviglio, Villa del Foro, identificabile con l'attuale strada statale n° 30. Su quest'ultima, nei pressi della località S. Anna, probabilmente in epoca altomedioevale, sorse la chiesa plebana di Santa Maria e uno dei vari "vici" che costituivano l'organizzazione degli insediamenti umani nel territorio Cassinese.
L'esistenza di un centro denominato Cassine è documentabile dal X secolo.
Presumibilmente il primo nucleo (castrum) è sorto sull'attuale area occupata dalla Ciocca, chiesa di San Francesco e palazzo comunale, per la naturale conformazione del sito e per il suo carattere strategico-difensivo sulle citate vie di transito.
A conferma è documentata la presenza della chiesa parrocchiale di San Michele "de castro", là dove venne a sorgere (secolo XIII - XIV) il complesso conventuale francescano.
Attorno al castum nasce un nuovo insediamento che, tra il IX ed il XIII secolo, acquista sempre maggiore consistenza: ciò è verificabile nel concretizzarsi di un'autonomia comunale parallela all'emergere della "civitas nova" di Alessandria. Nel 1203 Cassine viene denominata "oppidum", termine che attesta l'esistenza di un nucleo fortificato.
nel XIV - XV secolo sorge un nuovo nucleo fortificato al limite superiore del paese (Guglioglio) e si definiscono precise aree urbane che assumono il nome delle porte ad esse collegate. L'area di Guglioglio risulta quasi totalmente contenuta entro la cinta muraria alto medioevale; nella seconda metà del secolo XIX si vengono a formare alcune nuove costruzioni lungo l'asse di raccordo tra il concentrico e la stazione ferroviaria sorta nel 1857.
Tra il XIX eil XX secolo l'esigenza di nuovi spazi ha causato alcuni interventi distruttivi nel tessuto urbano, determinando così la nascita di piazza Cadorna e piazza San Sebastiano. Ultima in ordine di tempo la realizzazione di Piazza Italia, posta ormai oltra la cerchia fortificata.
Nel dopoguerra si ha la maggior espansione edilizia attorno la statale Acqui-Alessandria.

Cenni Storici

a cura di S. Arditi e G. Corrado

Indagini archeologiche hanno accertato nel territorio di Cassine l'esistenza di insediamenti umani a partire dal periodo neolitico, nell'età del Bronzo e più diffusamente nella seconda età del Ferro.
Le popolazioni preromane che risiedevano su tale area appartenevano al gruppo dei Liguri Statielli.
In epoca romana il territorio era attraversato da due importanti vie di comunicazione: la via Aemilia Scauria, da Vada Sabatia (Vado Ligure) a Derthonam (Tortona), per un breve tratto, e la strada che da Acquae Statiellae (Acqui Terme) conduceva a Forum Fulvii (Villa del Foro, attuale sobborgo di Alessandria) con un ampio andamento lungo la direttrice nord - sud, trasformatasi nel tempo nell'attuale Strada Statale n.30 di Valle Bormida.
Numerosi ritrovamenti di età romana indicano insediamenti di tipo rurale e sepolture ad incinerazione, i reperti sono presso il museo Archeologico di Acqui Terme.
Lo storico cassinese Monsignor Vincenzo Persoglio nel suo "Cenni storici del paese di Cassine" del 1882 sostiene che in un manoscritto intitolato "Ex Commentariis de antiquitate Oppidi Cassinarum compendium" compare che nel 232 a.C. i Romani combatterono e vinsero i Galli Insubri.
Un'epigrafe in pietra (ora perduta) già ritrovata sul Bricco del Conte, vicino ad un fiumicello nominato di Valgrana, riportava la scritta interpretata nel seguente modo: I consoli Marco Claudio Marcello e Gneo Cornelio Scipione dopo aver ucciso Viridomaro ricevettero a dedizione i Galli Insubri; le schiere romane portarono di qui a Roma con trionfo le ricche spoglie.
Il manoscritto diceva che in quel tempo esistevano nelle nostre terre alcuni villaggi nominati Repodio (oggi Poggio), Submontis (oggi Sottomonte), de Picii (oggi Pizio) e ad Cassinas. Infatti prima del costituirsi del centro abitato di Cassine, la tradizione orale ha elaborato la leggenda della delle "tre cascine", in cui voglioni identificarsi nuclei abitati di un'epoca remota, la cui aggregazione avrebbe originato l'attuale centro urbano.
Il toponimo Cassine si lega al nome "ad Cassinas" indicando la presenza di cassi, vale a dire stalle o complessi di stalle con le abitazioni, od anche fattorie con fabbricati per le mucche.
L'esistenza di un primo centro denominato Cassine è documentabile sin dal X secolo. Il primo nucleo fortificato (Castrum), sorse nei pressi del piazzale della Ciocca, retrostante la chiesa di San Francesco e il Palazzo Comunale, per la natura strategico difensiva del sito posto su un promontorio collinoso, a strapiombo sull'area delle Rocche.
Cassine compare alla storiap in documenti del 985 e del 995; in un primo momento l'imperatore Ottone II la concede ad Aleramo e successivamente al Vescovo di Acqui.
L'imperatore Ottone III, confermò all'Episcopato acquese il possesso di tutti i suoi beni acquisiti in precedenza, tra cui Cassine e il territorio circostante per tre miglia, nuovamente riconfermati da Enrico III nel 1039 e nel 1052.
Attorno al castrum sorse l'insediamento che, tra il X e il XIII sec. acquistò sempre maggiore consistenza, concretizzando un'autonomia comunale parallela all'emergere della nuova città di Alessandria; già nel 1161, Federico I il Barbarossa, investì Guglielmo di Monferrato del feudo di CAssine, indicato come oppidum con mura, torri e un castello sulla sommità della collina.
Questo costrinse i Cassinesi a doversi alleare con Alessandria, per difendere la propria autonomia comunale, sino alla pace del 1199, assumento una parte rilevante nella storia dell'Alto Monferrato del XII secolo e di quelli immediatamente successivi.
Nel 1202 i cassinesi sono eguagliati agli alessandrini, nella pace fatta col marchese Ottone del Carretto e i Marchesi di Ceva e di Ponzone. Nel 1227 nel borgo prevalgono i Ghibellini facenti capo a Bonifacio di Monferrato, in antagonismo con Alessandria, i quali parteggiano per Genova nella guerra contro Alessandria e Milano; mentre poco dopo, nel 1231, con l'aiuto di Alessandria, prevalsero i Guelfi e ne seguirono uccisioni, incendi e proscrizioni.
Nel 1237 accettando di pagare un tributo annuo ad Alessandria, i cassinesi mossero guerra contro Genova con il triste esito di venire malamente dispersi.
Nel 1293 si trovarono ancora a lottare contro Alessandria, con un'altrettanto infelice riuscita.
Tra il XIV e XV secolo sorse un nuovo nucleo fortificato al limite superiore, sull'area di Guglioglio, e vennero a definirsi le aree urbane denominate "sestieri", che assunsero il nome delle porte urbane a loro collegate.
Il sestiere di Porta Plan che occupava la zona ancora oggi denominata Piano, al suo interno racchiudeva i quartieri de Braida, de Burmida, de Lazelo e Pluse, il sestiere de Guigloliis che individuava l'area superiore ancora oggi denominata Guglioglio, infine vi era la zona di Porta Montis che comprendeva l'abitato che attorniava la chiesa di San Giacomo ed il palazzo Zoppi.
Per la sua posizione strategica passò variamente sotto il dominio del Marchese del Monferrato, oppure sotto la Signoria di Milano; infatti nel 1356, l'Imperatore Carlo VI, infeudò Cassine a Giovanni di Monferrato e nel 1380, Gian Galeazzo Visconti, fu eletto Vicario per Cassine, con diploma dato a Praga dall'Imperatore Venceslao.
Nel 1404 fu occupata da Facino Cane, il capitano di ventura che, dopo aver guerreggiato a lungo in piemonte, al servizio di Gian Galeazzo Sforza duca di Milano, andava allora costituendo per sè una vasta signoria.
Nel 1448 la repubblica di Milano investì Antonio ed Accorsino Zoppi del feudo di Cassine, l'anno seguente Cassine fu donata da Francesco Sforza al Marchese Guglielmo di Monferrato, che nel 1491 concesse ai cassinesi Capitoli di Statuto molto liberali sull'amministrazione cittadina e sui carichi fiscali. In seguito, a maggior definizione dei Capitoli, un importante privilegio per la libera esportazione del grano e l'importazione del sale, fu concesso da Gian Galeazzo Sforza, essendo nel 1492 Cassine nuovamente passata sotto il dominio di Milano.
Fu assediata nel 1451 da Guglielmo di Monferrato e nel 1452 il condottiero Giovanni della Noce, per conto di Francesco Sforza, la liberò, infliggendo una dura sconfitta alle truppe Monferrine. Il popolo di Cassine, nel 1535, aderì e prestò patto di fedeltà al Duca di Milano, con una cerimonia nella chiesa di San Francesco.
Il giorno 9 gennaio 1536 giunse a Cassine il vice imperatore don Antonio de Luna per il giuramento di fedeltà all'Imperatore Carlo V. Importante annoverare il passaggio in Cassine di Papa Paolo III Farnese in data 6 maggio 1538 mentre si recava a Nizza Marittima per trattare la pace fra Carlo V di Spagna e Francesci I, re di Francia.
Nel 1550 fu pubblicata una nuova edizione degli Statuti di Cassine intitolata: "Conferma de Statuto e Approvazione de' med' fatta da Carlo V nel 1550". Tale documento è ancora oggi conservato nell'Archivio Storico del Comune. Il 24 dicembre 1577 il marchese Cesare Cuttica richiede la concessione beneficiaria del paese di Cassine al Governatore di Milano per il prezzo di 61.900 scudi milanesi. La presa di possesso avvenne il 22 gennaio dell'anno 1579.
Le prime norme in materia edilizia vedono la luce il 25 gennaio 1581: le prescrizioni regolavano gli edili per i lavori da effettuarsi per i negozianti di cose minute e gli artigiani.
Nel 1630 il morbo pestilenziale, di manzoniana memoria, colpì anche Cassine, ove si organizzarono lazzaretti e fosse comuni fuori del paese.
Nella guerra di successione del Monferrato, il territorio comunale fu più volte percorso dagli opposti eserciti e fu devastato prima dagli spagnoli, poi nel 1644 dai francesi, con saccheggi, razzie e la distruzione del castello in concomitanza di un disastroso terremoto. In seguito alal guerra di successione spagnola il ducato di Savoia estende i suoi possedimenti nel Piemonte orientale e nel 1707 il territorio di Cassine fu annesso ai domini Sabaudi e Vittorio Amedeo II, confermò le antiche leggi municipali.
Nel 1713, con il trattato di Utrecht, tale annessione fu confermata ed il ducato di Savoia nel 1720 divenne il Regno di Sardegna. Nello stesso anno, il 19 maggio, colte col suono delle campane giunsero da Roma le spoglie di Sant'Urbano martire e 69 sante reliquie contenute in una serie di reliquari lignei. Nel settecento il centro storico risulta ancora contenuto entro la cinta muraria tardo.medievale, salvo qualche isolato edificio a carattere rurale dislocato lungo le vie principali che escono dal paese.
La fine delle guerre che avevano percorso ed impoverito il nostro territorio portò ad un miglioramento delle condizioni di vita dovute alla ritrovata stabilità politica ed alla ripresa economica, cosicchè nella seconda metà del secolo (1776) la popolazione potè impegnarsi nella ricorstuzione delle chiese parrocchiali di Santa Caterina al Piano e San Lorenzo a Guglioglio.
Nell'ottocento lungo la strada che porta ad Alessandria si vengono a formare nuove costruzioni, sviluppando l'urbanistica del paese fuori dalle antiche mura. Si modifica anche il sistema viario con i comuni confinanti, creando tra il 1826 ed il 1834 una nuova strada superiore per Ricaldone ed Alice Bel Colle, che portò alla demolizione delle ultime vestigia del CAstello, collocato presso l'attuale piazzale Simondetti.
Per Castelnuovo Bormida si procedette all'unificazione di due antiche vie che portavano rispettivamente ad un guado e ad un traghetto presso l'attuale Chiavica del canale Carlo Alberto in località Brata, detta anche Porto.
Traghetto che rimase in funzione sino alla costruzione del ponte in ferro su pilastri di mattoni.
Nel 1857 la linea ferroviaria Alessandria - Savona transita per Cassine e vi si trovano tre stazioni, nel centro del paese, in frazione Gavonata ed in frazione Caranzano/Sant'Andrea.
Nel 1861 Cassine diventa comune del Tegno d'Italia insieme a tanti altri.

Tratto da:
Cassine: Terra di storia - Storia di Terra
a cura di S. Arditi e G. Corrado